Gli scienziati hanno creato la colonna sonora di 5.000 albe su Marte catturate dal rover di esplorazione robotizzato, Opportunity, grazie all’utilizzo di tecniche di sonificazione dei dati che hanno permesso di creare un vero e proprio brano musicale di due minuti.

Come ci sono riusciti. I ricercatori fanno sapere di aver creato il brano musicale scansionando ogni singola immagine catturata, da sinistra a destra, pixel per pixel, e osservando le informazioni legate a luminosità e colore. Successivamente gli esperti hanno combinato tutti i dati con l’altezza del terreno e hanno utilizzato speciali algoritmi per assegnare ad ogni singolo elemento un tono e una melodia specifici.

Come suona l’alba su Marte. Il risultato ottenuto è spettacolare, “Le armonie silenziose e lente sono una conseguenza dello sfondo scuro e i suoni più luminosi e acuti sono creati dalla sonificazione della luce del disco solare” spiegano gli scienziati.

La spettacolare presentazione del brano. Domenico Vicinanza, dell’Università Anglia Ruskin e Genevieve Williams, dell’Università di Exeter, saranno presenti con il brano intitolato “Mars Soundscapes” nello stand della NASA, alla prossima Supercomputing SC18 Conference a Dallas del 13 novembre. Il brano verrà presentato utilizzando sia i diffusori convenzionali che i trasduttori di vibrazione, questo permetterà al pubblico di percepire non solo il suono dell’alba su Marte, ma anche le sue vibrazioni con le mani, regalando così un’esperienza in prima persona decisamente unica.

Perché tradurre l’alba in musica. Vicinanza, direttore del gruppo di ricerca Sound and Game Engineering (SAGE) dell’Anglia Ruskin, ha dichiarato: “Siamo molto entusiasti di presentare questo lavoro su un pianeta così affascinante. Ma a cosa serve la sonificazione? “La sonificazione dell’immagine è una tecnica molto flessibile per esplorare la scienza e può essere utilizzata in diversi campi, dallo studio di alcune caratteristiche delle superfici e delle atmosfere dei pianeti, all’analisi dei cambiamenti meteorologici, fino alla rilevazione di eruzioni vulcaniche”. E non solo. Questa tecnica può essere impiegata in medicina nella diagnostica delle immagini.

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