Una tempesta solare ha fatto esplodere decine di mine “Destructor” piazzate dalla Marina militare statunitense. L’evento è accaduto nei primi giorni di agosto del 1972 al largo della costa di Hon, in Vietnam, durante la sanguinosa guerra dalla quale gli USA uscirono pesantemente sconfitti. Benché l’incidente si sia verificato quasi 50 anni fa, il rapporto militare “classificato” che lo riguardava è stato desecretato solo di recente, dando vita a una interessantissima ricerca sull’impatto delle tempeste geomagnetiche. Questi fenomeni scaturiscono dal vento solare – artefice delle aurore polari – proiettato da brillamenti ed espulsioni di massa coronale del Sole; quando investe il nostro pianeta, in base all’intensità, possono determinarsi blackout radio, sistemi satellitari GPS in tilt, guasti elettrici (soprattutto ai satelliti) e persino incendi, come nel caso del disastroso “Evento di Carrington” del 1859. A quanto pare il vento solare può far saltare in aria anche degli esplosivi.

Il 4 agosto del 1972 un aereo da ricognizione americano stava sorvolando il porto di Hon, quando l’equipaggio osservò un’improvvisa sequenza di 25/30 esplosioni sott’acqua, durate una trentina di secondi in tutto. Gli uomini a bordo del velivolo si accorsero anche di vaste chiazze di fango nelle acque limitrofe, segno che altre mine erano già detonate. Le mine furono piazzate dalla marina statunitense attorno a numerosi porti del Nord del Vietnam, come strategia della missione “Pocket Monkey”. Erano programmate per autodistruggersi dopo un certo periodo di tempo, ma non per il momento in cui detonarono. Le mine Destructor erano inoltre costruite con un meccanismo in grado di attivare l’esplosione in presenza di un cambiamento magnetico; esattamente ciò che le tempeste solari sono in grado di influenzare.

Nei primi giorni di agosto di quell’anno fu registrata un’attività solare particolarmente intensa, a causa dei violentissimi brillamenti e di altri fenomeni affini scaturiti dalla macchia solare MR 11976. Le espulsioni delle particelle elettromagnetiche provocarono un “bombardamento” così intenso che negli USA ci furono interruzioni di corrente e linee telegrafiche saltate in tutta l’America del Nord. Tra i fenomeni più critici ci fu il brillamento solare di classe X delle 6:21 del 4 agosto; fu talmente violento che le particelle prodotte dall’espulsione di massa coronale raggiunsero la Terra in 14,6 ore, anziché in 2/3 giorni come avviene normalmente.

Curiosamente, il livello di disturbo del campo magnetico terrestre in seguito a quegli eventi non fu elevato come rilevato in altri eventi, nonostante l’estrema velocità di impatto del vento solare con la nostra atmosfera. Fu proprio questo parametro a far esplodere le mine? Per gli scienziati si tratta di un campo di studio molto importante, anche perché conoscere simili dettagli può aiutare a proteggere noi e le nostre delicate tecnologie. Già all’epoca la Marina statunitense intuì il possibile ruolo delle tempeste solari nelle esplosioni, tuttavia l’intera indagine e il coinvolgimento degli esperti furono secretati proprio in virtù dell’interesse militare. I dettagli sul rapporto desecretato e sullo studio che ne è seguito sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Space Weather.

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