Antonella Clerici non si sta risparmiando nell’avventura di “Portobello”, l’operazione Rai che ha riportato in onda una trasmissione cardine della storia della tv italiana, ideato da Enzo Tortora. La conduttrice, dopo aver lasciato “La Porta del Cuoco” ha deciso di scommettere su questo progetto complesso, impegnativo e in un certo senso pericoloso, considerato il peso di un contenitore televisivo che rischia di schiacciare chi prova a cimentarsi. Ma la Clerici sta dimostrando di avere le spalle larghe e nelle prime puntate della trasmissione, al netto di ascolti che non sono stati esattamente entusiasmanti, ha dimostrato di avere sviluppato grande sintonia con “Portobello”.

Le voci su un passaggio della Clerici a Mediaset

Le dicerie, tuttavia, regnano sempre padrone e in questi giorni Antonella Clerici si è ritrovata al centro di una voce di corridoio che la voleva in uscita dalla Rai, direzione Mediaset. Notizia presunta che la conduttrice si è affrettata a smentire con decisione, in occasione della presentazione del suo libro di cucina:

Non lascio la Rai. Io sono un po’ come Totti con la Roma.

Poi chiarisce l’associazione a Mediaset, confermando che a breve farà capolino sulle reti del Biscione per una serata singola: “Probabilmente a fine dicembre, al termine dei miei impegni con Portobello, presenterò con Bonolis una sola puntata di un programma targato Mediaset, si tratta di un nuovo format dove si deve improvvisare del tutto la conduzione ricevendo la scaletta all’ultimo momento… in studio”. Si tratta di “Le Grand Tralala”, progetto affidato a Paolo Bonolis, al quale Mediaset ha riservato grandi speranze per questa stagione.

Gli ascolti tiepidi di Portobello

Inevitabile un passaggio sugli ascolti: “Bisogna sedimentare un ascolto che non c’è da tanto tempo sui Raiuno il sabato sera, stiamo lavorando sodo, io vado avanti per la mia strada. Bisogna seminare… il raccolto ci sarà”, e aggiunge, “sono conscia di fare bene il mio lavoro e so che il programma è nelle mie corde. Io funziono quando sono al timone di programmi popolari come i people-show perché amo la gente e mi piace la normalità”.

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